“Meglio farsi i fatti propri”, “è andato a cercarsela”, “si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato” sono frasi che vengono pronunciate frequentemente quando si parla di vittime di mafia, forse perché molti si sono abituati ad un clima di illegalità diffusa che rende l’illegalità legale, un fatto naturale.

Sarebbe stato un normale  8 marzo consumato nella consueta ritualità delle celebrazioni, se la voce narrante di Nunzia Antonino, accompagnata dalla fisarmonica di Vince Abbracciante,  non avessero trasformato la memoria dei morti in ‘MEMORIA VIVA’ al Teatro Comunale di Corato, gremito di studenti e  di studentesse delle scuole superiori, che hanno scelto così di vivere questa giornata come un punto di partenza per quella che sarà la marcia  contro tutte le mafie promossa da Libera il 21 marzo a Foggia sul tema  Terra, solchi di verità e giustizia.

“Una maschera ci dice più di un volto”

Oscar Wilde

Il Dipartimento Inclusione dell’IISS “Federico II, Stupor Mundi” di Corato, diretto dal prof. Savino Gallo, esporrà - dal 5 al 13 febbraio p.v. - maschere di Carnevale presso l’Info-Point del paese, sito in piazza Sedile.

L’iniziativa, promossa e gestita dalla Società Cooperativa Sistema Museo, prevede preliminarmente la realizzazione in Biblioteca Comunale di un laboratorio didattico e creativo sull’artista Joan Mirò, a cui le suddette maschere faranno da cornice nel pomeriggio di domenica 4 febbraio.

Domani, 18 febbraio, ci sarà la coda del Carnevale coratino e, per le vie del centro, sfileranno le maschere festose dei bambini e dei vari gruppi fino ad arrivare in Piazza Cesare Battisti, dove è stato allestito, ad opera del Liceo Artistico Federico II Stupor Mundi di Corato, il palco, centro ed anima della manifestazione carnevalesca.

A molti di noi, forse, parlando di palco verrà in mente quello dell’Ariston del Festival di Sanremo appena trascorso, con le sue mille luci, i suoi ritrovati ipertecnologici, eppure, a volte, basta poco per allestire un palco originale. I ragazzi dell’Artistico hanno saputo dare prova di ciò: con cartone, cartapesta e legno, in tempi molto brevi, gli alunni delle classi IV C, III E e IV B, guidati dai professori Paolo De Santoli ed Emanuele Pastoressa, dell’indirizzo scenografia, hanno creato un palco che è un tripudio di colori, con ben trecento coni sui quali sono raffigurate, in modo stilizzato, le espressioni facciali di una ipotetica platea, proprio come moderni emoticon, tanto cari e tanto usati nella messaggistica dei social.

To be, or not to be, that is the question. “Io sono un albero, questo è il problema”.
Inevitabili i richiami al celebre Amleto di Shakespeare quando si parla, in questo territorio, di ulivo.
Essere un albero, sentirsi un albero, altro non è che dichiarare la propria identità. E chi lo fa sente di far parte di una “terra di attraversamenti” e di avere un ruolo di testimone del passaggio dei secoli.


L’uomo pugliese così come un tronco d’ulivo è “essere tipico” radicato in un territorio fondamentale crocevia tra occidente ed oriente. Ogni passaggio, incursione, scoperta, belligerante o meno, ha lasciato un segno: come tanti biglietti di andata e ritorno, si è costruito un viaggio lunghissimo che ha lasciato, come nodi di un rosario, delle tracce identitarie ed uniche. Tesi ad una continua metamorfosi, l’uomo e l’ulivo sono così in simbiosi e si trasformano. L’uno per i continui attraversamenti di terra e di mare, di genti e culture; l’altro per gli atavici avvitamenti del tempo, vento, sete, nodi. E’ essere parte della stessa terra che rende vera la simbiosi.

L’uomo pugliese è l’uomo albero: l’ulivo esprime identità e l’uomo vi si riconosce.